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alainejuliette
Una storia d'amore nella Francia dell'800
CULTURA
31 ottobre 2010
Vendetta e perdono nella recensione di Samanta Catastini

L'ultimo romanzo della saga Alain e Juliette lascia una porta aperta verso un futuro più tranquillo. Infatti nelle ultime righe Alain sembra intenzionato a lasciare ogni incarico e a ritirarsi a vita tranquilla, mentre la giovane moglie si è appena lasciata contagiare dalla moda del momento: vestirsi con pantaloni e camicia, proprio come un uomo. Alla frenesia intellettuale e mondana dell'una risponde la pacatezza dell'altro, ormai raggiunta un'età più che matura. Alla loro vicenda si unisce quella di Valerie e del pittore Charles Quesnet...non ci si annoia a leggere questo breve romanzo, dove i colloqui la fanno da padroni e dove si segue con passione lo svilupparsi dei cambiamenti sociali e storici. Cristina riesce ancora una volta a farci vivere i rapporti tra uomo e donna con quel pizzico di coflittualità e di amore tipico di ogni coppia..anche oggi!

http://www.anobii.com/books/Alain_e_Juliette_Vendetta_e_perdono/9781446634172/019f74fad9bd1b7d1e/

CULTURA
1 settembre 2008
Alain e Juliette - La figlia dell'imperatrice - Capitolo Quattordicesimo
 

14. UN SEGRETO DI JOSEPHINE

Alain aveva pensato che Juliette, vestita in abito da sera, aveva davvero un’aria intrigante, mentre Josephine Desiré continuava ad avere l’aria di una prostituta, vestita da nobildonna.

“Ti sei truccata troppo.” Aveva concluso Juliette e l’aveva mandata a struccarsi, poi, le aveva fatto mettere uno scialle sopra al vestito, dicendole: “Non devi mostrare subito le tue grazie. La principessa Pauline ha due seni, degni di una Venere dell’antichità, non reggeresti il paragone con lei.”

Alla fine, come ultimo consiglio, Juliette le aveva detto: “Prima osserva chi hai intorno e poi parla, però, non stare in silenzio tutta la serata, altrimenti penseranno che sei graziosa, ma sciocca. E voi, Armand, siate un buon cavaliere e venite in soccorso di Jeanne se si dovesse trovare in difficoltà.”

Alla festa, che aveva dato Pauline, Juliette aveva incontrato il tenente Victor Grand con il suo nuovo amante, il conte Jean-Jacques Régis de Cambacérès ed aveva pensato: “Spero che Dolmancè nel frattempo sia riuscito a dimenticare Victor e ad innamorarsi di qualcun altro.”

Quando verso la fine della serata era apparsa l’imperatrice Josephine, Juliette aveva sfiorato un braccio di Josephine Desiré e le aveva detto a bassa voce: “La riconosci?”

“Allora si vestiva in modo più semplice e portava i capelli sciolti, invece che raccolti, ma è lei.” Aveva detto Josephine Desiré.

“Bene.” aveva esclamato Juliette.

“Perché sta guardando verso di noi? Possibile che mi abbia riconosciuta?”

“Jeanne tieni i piedi per terra: non può averti riconosciuta dopo più di dieci anni che non ti vede.”

In quel momento Josephine stava chiedendo a Pauline: “Perché hai invitato la figlia di quel pervertito del marchese De Sade?”

“Vorrei ricordarti che ora la marchesina Juliette De Sade è la moglie del colonnello De Soissons, direttore dell’école navale di Brest.”

“Preferirei che tu evitassi di invitarla, anche se il marito è uno stimato ufficiale della marina francese.”

“Io la trovo graziosa e poi vuoi forse decidere tu chi devo o non devo invitare alle mie feste?”

Quella sera, quando Juliette si era spogliata di fronte ad Alain, lui le aveva detto: “L’imperatrice Josephine ti ha guardato con due occhi carichi di rancore, per fortuna, tra una settimana la mia licenza finisce e dovremo ripartire per Brest, questo gioco, che avete organizzato tu e Armand, mi piace sempre meno.”

“Abbiamo solo portato Jeanne ad una festa? Cosa c’è di male in questo?” Aveva ribattuto Juliette.

“Lo scopo, per cui ce l’avete portata. Quella povera ragazza potrebbe anche non essere la figlia dell’imperatrice Josephine e voi la state esponendo al rischio di finire nei guai, solo per un’inutile vendetta.” Le aveva risposto Alain.



VI RICORDO CHE I DIRITTI SU QUESTO ROMANZO SONO MIEI, NON SOLO PERCHE' L'HO SCRITTO, MA ANCHE PERCHE' MI SONO FATTA UN LAVORO NOTEVOLE DI DOCUMENTAZIONE STORICA PER RICOSTRUIRE VITE E SCELTE DEI VARI PERSONAGGI, INOLTRE, QUESTO TESTO FA PARTE DI UN CICLO DI ROMANZI CHE STA USCENDO CON DIVERSE CASE EDITRICI, PERCIO' NON FATE IL COPIA ED INCOLLA, SOPRATTUTTO SENZA CITARE FONTE ED AUTRICE DEL TESTO: CRISTINA CONTILLI, "LA FIGLIA DELL'IMPERATRICE", TORINO, EDIZIONI CARTA E PENNA, 2008.

CULTURA
20 agosto 2008
Riepilogo... dopo il giochino estivo degli attori / personaggi...

Per aiutare i lettori, visto che ci sono state molte interruzioni dovute alle ferie e che la storia di Alain e Juliette è stata pubblicata prima a puntate e poi riunita in un unico volume:


IL PORTO DI CALAIS, TORINO, EDIZIONI CARTA E PENNA, 2008, euro 7.00 (uscito ad aprile)


LA FIGLIA DELL'IMPERATRICE, TORINO, EDIZIONI CARTA E PENNA, 2008, euro 7.00 (uscito a giugno)



"ALAIN E JULIETTE. UNA STORIA D'AMORE NELLA FRANCIA DELL'EPOCA NAPOLEONICA", MACERATA, STAMPALIBRI, 2008, euro 12.00 (uscito a luglio, contiene Il porto Di Calais, La figlia dell'imperatrice, Doppio testamento, Al servizio della marina inglese)

RECENSIONI E SEGNALAZIONI SU INTERNET DEI MIEI LIBRI:

http://blog.libero.it/unapassioneoltre/5144550.html

http://www.literary.it/dati/literary/biasion_martinelli/alain_e_juliette_una_storia_d.html

http://viadellebelledonne.wordpress.com/2008/08/21/alain-e-juliette/#more-5475

http://elisabettam.splinder.com/
CULTURA
18 agosto 2008
Recensione

RECENSIONE DI MARIATERESA BIASION MARTINELLI
AL MIO ROMANZO:

Riunendo i due romanzi brevi, Il porto di Calais e La figlia dell’imperatrice, l’autrice, non si è limitata a compiere un’operazione di carattere editoriale, ma ha dato maggiore corposità al testo. aggiungendo gli inediti “Doppio testamento” (pubblicato in versione e-book su Lulu.com) e “Al servizio della marina inglese”, preludio, come lei stessa afferma, ai futuri sviluppi della storia di Alain, il capitano di marina francese e di Juliette, sposa bambina, prigioniera del suo stesso nome: de Sade.

Può apparire banale affermare che ritrovare in un unico volume i romanzi citati, offre al lettore la possibilità di gustare appieno e con immediatezza lo svolgersi dell’intera vicenda, in realtà sottolineare questo aspetto è importante, soprattutto per coloro che sono “avidi” di conoscere una storia dall’inizio alla fine, senza interruzioni. L’apparizione dei nuovi personaggi, che fanno la loro comparsa nella parte inedita del romanzo, e che complicano la vita di Juliette, ci permette di conoscerne più a fondo la sua complessa vicenda familiare, fra questi: Donatien Claude de Sade, figlio del marchese e della prima moglie, molto interessato all’eredità paterna, più che alla distruzione dei suoi romanzi, come afferma, per il buon nome del casato e Charles Quesnet, fratello della giovane, da parte della madre, che finirà per innamorarsi e sposare un’amica della sorella, anche lei una prostituta. Non manca la drammaticità nella storia che vede coinvolto il marchese de Sade e la sua giovanissima amante, Madeleine.

A Cristina Cntilli va anche il merito di aver affrontato degli argomenti molto delicati, come l’aborto, la prostituzione, l’omosessulaità, e medici, come la cura della malaria, col chinino, appena scoperto, a riprova della sua conoscenza dei temi trattati, per altro difficilmente considerati nei romanzi d’amore e della complessità e della completezza dei testi e del volume. Nell’ultima parte, di cui attendiamo il promesso seguito, le vicende di Alain de Soissons, prigioniero degli inglesi, che ottiene salva la vita in cambio del suo arruolamento nella marina inglese, patto che egli accetta per poter sconfiggere il nemico di sempre: Napoleone, ci permettono di conoscere le vicende storiche dell’ultimo capitolo delle alterne fortune e sconfitte dell’imperatore francese. Fra tante tragedie umane e sconvolgimenti politici, il ritorno del capitano dalla sua Juliette, appare come un segnale di speranza.

Pubblicata nella rivista on line literary n. 8/2008

CULTURA
17 giugno 2008
Il porto di Calais - Quarto capitolo
 

4. IL PROGETTO DI ALAIN

Quando era partita con Alain per Parigi, Christine non immaginava quale fosse il progetto del conte De Soissons.

Una volta arrivati in città, si erano salutati davanti alla casa di Christine, ma Alain, prima di partire, si era informato su quale fosse la caserma dei granatieri, dove avrebbe potuto trovare Pierre. Aveva atteso perciò pazientemente che finisse il suo turno e poi, all’uscita della caserma, l’aveva fermato, dicendogli: “Pensavate di condannare a morte un innocente e di non pagare per le vostre azioni.”

Pierre, temendo che il conte De Soissons fosse armato, aveva sguainato la spada, avvicinando la lama al viso del proprio avversario, ma Alain era più robusto fisicamente di lui ed era riuscito a disarmarlo e a gettarlo a terra.

Pierre era stato però salvato da Therese che, arrivata in quel momento, aveva tirato fuori la propria pistola ed aveva sparato in aria.

Di fronte al gesto di Therese, tutti e tre si erano accorti di aver agito istintivamente, rischiando solo di peggiorare la situazione.

Si erano trovati così fermi, in piedi l’uno accanto all’altro.

“Io volevo sfidarvi a duello, per vendicare la morte del duca D’Enghien. Perciò, trovatevi due testimoni per dopodomani all’alba. E voi tenente, prima di sparare, riflettete un po’ di più la prossima volta… potevate uccidere o me o il generale Hulin.”

“Il tenente Therese Duplessis è la mia fidanzata ed ha sparato per cercare di difendermi.”

“Ma è proprio necessario questo duello?” Aveva esclamato Therese “Io e Pierre dobbiamo sposarci tra meno di un mese, perché volete farmi rimanere vedova ancora prima di essermi sposata? Se Pierre, qualunque cosa sia accaduta tra voi, vi chiede scusa, non potete rinunciare?”

“Voi sapete chi ha fatto condannare a morte il vostro futuro marito pochi mesi fa?”

“Alcune persone che avevano organizzato una cospirazione contro Napoleone e allora cosa c’è di sbagliato?”

“Ha fatto condannare a morte degli innocenti.”

“Tanto innocenti non saranno stati…”

“Io non so se lo erano gli altri, ma sono certo che mio cugino lo fosse.”

Quando il conte De Soissons si era allontanato, Therese aveva esclamato: “Ma chi è quell’uomo che ti vuole sfidare a duello?”

“Il conte Alain De Soissons, cugino del duca D’Enghien, ma, non temere, Therese, non è il primo duello che affronto e finora ne sono sempre uscito vivo e poi non ho nessuna intenzione di farmi uccidere, a meno di un mese dal nostro matrimonio.”

“Posso farti da testimone per il duello? Se vedo quello che accade, ti potrei essere d’aiuto.”

“Therese i testimoni in un duello devono essere degli uomini.”

“Ma…”

“Niente, ma, anche se sei un ufficiale dell’esercito, tu resti sempre una donna.”

La sera prima del duello, Therese si era girata e rigirata nel letto, poi aveva acceso una candela e si era alzata per andare a guardare fuori dalla finestra.

“In fondo, Pierre, condannando quei congiurati ha fatto solo il proprio dovere, ma allora perché il conte De Soissons dice ha mandato a morte un innocente?”Si era chiesta Therese, guardando il cielo dai vetri.

“Pierre, in fondo, la sua carriera nell’esercito ormai l’ha fatta e poi, per come l’ho conosciuto in questi mesi, non lo credo capace di condannare a morte qualcuno, solo per ingraziarsi Napoleone, forse, il conte De Soissons è certo dell’innocenza del duca D’Enghien solo perché era suo cugino e gli voleva bene…”

In quel momento, Christine, stava abbandonata con la testa sul petto di Andrè, ma era preoccupata anche lei per quello che sarebbe potuto accadere il giorno dopo.

“Se avessi intuito che Alain aveva deciso di venire a Parigi per sfidare Pierre, avrei cercato di farlo desistere dal suo proposito.”

“Alain è sempre stato generoso, ma testardo e non si sarebbe certo fatto convincere dalle tue parole.”

“Sì, ma se ho battuto io Alain vent’anni fa, a maggior ragione ci riuscirà Pierre.”

“Io non ne sarei così sicuro: tu hai battuto diverse volte anche me.”

“Tu mi facevi vincere, perché eri innamorato di me…”

“Io non ti ho mai fatta vincere, sei tu che ancora oggi, con la tua abilità, potresti battere sia Pierre sia Alain.”

“Ma non sono io che devo batterli, André, sono loro che domani dovranno affrontare questo duello, cercando di non farsi male sul serio.”

“Vedrai che domani non accadrà nulla di grave.”



IL LIBRO "IL PORTO DI CALAIS: AMORI, COSPIRAZIONI E DUELLI NELLA FRANCIA DEL 1804" COSTA SOLO 7.00 EURO E SI PUO' RICHIEDERE ALLE EDIZIONI CARTA E PENNA DI TORINO AL SEGUENTE RECAPITO: cartaepenna@cartaepenna.it

CULTURA
16 giugno 2008
Il porto di Calais - Terzo capitolo
 

3. UNA NUOTATA PERICOLOSA

Per chiarirsi le idee, Christine aveva pensato, visto che il mare era calmo e la temperatura era buona, di andare a fare una nuotata.

Quando era uscita dall’acqua, aveva sentito, però, una voce maschile che le diceva: “Nuotate bene, colonnello.”

Christine aveva afferrato un asciugamano per coprirsi ed aveva risposto all’ufficiale italiano che la fissava.

“Sono sempre un ufficiale della Marina, se non sapessi nuotare sarebbe grave, non credete? Ed ora voltatevi che mi devo rivestire, altrimenti prenderò freddo.”

“E se non volessi voltarmi?”

“Sapendo che sono una donna sposata, il vostro sarebbe un bel gesto di sfacciataggine.”

“O di interesse nei vostri confronti.”

“Non scherzate, avrò almeno quindici anni più di voi.”

Quella sera, Fanny aveva detto con un tono risentito: “You are a traitor.”

“Fanny perché ti metti a parlare in inglese? E poi non capisco davvero a cosa ti riferisci.”

“And you even ask me what you have done?”

“Accidenti, Fanny, vuoi smetterla di parlarmi in inglese? Lo sai che amo soltanto te.”

“You are a liar.”

“Prima mi dai del traditore, poi del bugiardo. Ora basta…”

L’ufficiale aveva passato un braccio attorno alla vita di Fanny e, per chiuderle la bocca e non sentire le sue accuse, l’aveva baciata

“You kiss my lips to make me forget your betrayal.”

“E con chi t’avrei tradita?”

“Con il colonnello De Jarjayes.” Aveva risposto Fanny, questa volta, parlando in italiano: “Lo sanno tutti che, anche se porta la divisa, è una donna. E tu oggi pomeriggio eri al porto con lei.”

“Fanny quella è fedele al marito quanto lo è all’esercito… camminavo lungo il molo e l’ho incontrata, non sarà mica una colpa?!”

“Pare che all’ammiraglio piaccia nuotare e tu oggi pomeriggio non hai certo disdegnato di darle una bella guardata.”

“E’ solo per questo che mi dai del traditore?”

“E chi mi dice che tu l’abbia solo guardata?”

“Oh, Fanny, l’hai detto anche tu: al colonnello piace nuotare, tutto qui e poi, anche se per l’età che ha, è ancora una bella donna, io preferisco te.”

Quando era entrato nel salottino, in cui André teneva il pianoforte, Pierre aveva detto: “Ma cosa fai da solo al buio?”

“Per non rivedere quella piccola seduttrice di Victorine, ho finto di avere dei dolori ad un occhio, ma ora, per non far insospettire la nostra cameriera, mi tocca stare davvero al buio, come mi ha consigliato il dottore.”

“Andrè, tu sei un santo.” Aveva esclamato Pierre, aggiungendo: “Prima rinunci a portarti a letto Victorine che ti si è offerta su un piatto d’argento, poi, per non rivederla, sei persino disposto a recitare la parte del malato.”

“Se vuoi portarti a letto, Victorine.” Gli aveva risposto Andrè “te la cedo, per gli anni che ha, è già abbastanza smaliziata.”

“Se tradisco, Therese, un mese prima del nostro matrimonio, sua nonna mi taglia gli attributi, oltre a non farmela sposare più… no, non posso proprio permettermi di commettere una leggerezza simile e poi, Therese, anche se sua nonna non lo immagina di certo, è già un’amante apprezzabile.”

“Cerca di non metterla incinta, prima del matrimonio, altrimenti poi dovrete dire alla nonna che è il vostro bambino è nato con un mese di anticipo.”

“Il comandante è ancora a Calais?”

“Sì, le ci vorranno almeno tre giorni di viaggio per tornare.”

“Lo sai chi hanno messo al suo posto, quando lei ha avuto la promozione a direttrice dell’école?”

“Non ne ho idea e sinceramente non mi interessa più di tanto.”

“Vedrai che, dopo che ti avrò detto il nome, di chi l’ha sostituita, cambierai idea: il conte Alain De Soissons: uno dei pochi ufficiali di famiglia nobile che ancora presta servizio nella marina francese.”

“E allora? E’ stato per tanti anni il vice di Christine, ma non mi pare che abbia mai provato per lei qualcosa di più di una profonda amicizia.”

“Io ti parlo di politica e tu mi rispondi che non sei geloso di Alain… lo so anch’io che Christine non ti tradirebbe mai, ma non è questo il problema.”

“E allora qual è?”

“Che il conte De Soissons è cugino del duca d’Enghien.”

“Sono passati pochi mesi dalla condanna a morte del duca D’Enghien, ti pare che il conte De Soissons sarebbe tanto fesso da tentare in queste condizioni un’altra cospirazione contro Napoleone?!”

“No, ma potrebbe voler vendicare la morte del cugino.”



IL LIBRO "IL PORTO DI CALAIS: AMORI, COSPIRAZIONI E DUELLI NELLA FRANCIA DEL 1804" COSTA SOLO 7.00 EURO E SI PUO' RICHIEDERE ALLE EDIZIONI CARTA E PENNA DI TORINO AL SEGUENTE RECAPITO: cartaepenna@cartaepenna.it


CULTURA
16 giugno 2008
Il porto di Calais - Secondo capitolo




2. ALAIN DE SOISSONS

Alcuni mesi dopo, Christine era tornata a Calais per testimoniare di fronte ad un tribunale militare sull’episodio della rissa.

Quando era entrata nel suo vecchio ufficio, aveva scoperto che a sostituirla era stato il suo vice, il capitano Alain De Soissons.

“Tu ritorni a Parigi ed io resto in provincia.” Le aveva detto con un tono scherzoso Alain.

“Non so se ho fatto un buon cambio: all’école des construction navales mi trovo bene, ma la vicinanza con l’ambiente di corte mi soffoca un po’.”

“La vicinanza della corte nel suo insieme o quella di Napoleone in particolare?”

“Anche tu non mi pare che lo stimi molto, da quello che ho sentito dire.”

“E’ un tiranno, ma non sono così ingenuo da pensare che basti una cospirazione, organizzata da pochi nobili, per toglierlo dal trono, su cui siede.”

Vent’anni prima Alain era stato il vice di Christine.

“Tenente Alain De Soissons al suo servizio.” L’aveva accolta in modo ironico, aggiungendo: “Penso che l’equipaggio sarà contento di sapere che c’è una donna a bordo.”

Christine gli aveva riservato un’occhiataccia, dicendogli: “Se mi avreste incontrata ad un ballo a corte, non mi avreste mai trattata così.”

“Spero che non vi presentiate ai balli in divisa da ufficiale della marina e comunque vi consiglio di mantenere una certa distanza dai vostri marinai per non correre rischi.”

“E se invece foste proprio voi la persona da cui devo difendermi?”

“Non prenderei mai una dama della nobiltà senza il suo consenso e, voi anche se portate una divisa, restate sempre per me la contessina De Jarjayes.

Christine si era staccata dai ricordi ed era tornata al presente, quando Alain le aveva chiesto: “André è rimasto a Parigi?”

“Sì, ha avuto un problema agli occhi e il medico gli ha consigliato di restare a riposo.”

In realtà, Andrè, aveva finto di avere dei dolori ad un occhio, per evitare di rivedere Victorine. Temeva che la sua allieva, prima di lasciare Parigi, avrebbe tentato di nuovo di dichiarargli tutto il suo amore e André, per non ritrovarsi un’altra volta in una situazione imbarazzante, aveva preferito darsi per malato, a costo di perdere alcune lezioni.

Christine che non sapeva nulla dell’amore di Victorine per il suo André, era partita da Parigi, preoccupata per lui. Sperava perciò che, una volta rilasciata la sua testimonianza di fronte al tribunale militare, sarebbe potuta ripartire, ma l’atteggiamento di Alain l’aveva resa ancora più inquieta.

“La vicenda della cospirazione del duca D’Enghien non è stata chiarita del tutto. Pierre, che si è trovato a presiedere il tribunale che ha giudicato i congiurati, ha sempre detto di aver fatto il possibile per capire chi era stato coinvolto davvero nella congiura contro Napoleone, ma, ora, a distanza di qualche mese, teme di aver commesso delle ingenuità nel giudicare gli imputati… e se davvero qualcuno dei congiurati fosse sfuggito alla giustizia e pensasse di poter ancora compiere un attentato contro Napoleone?”

Christine non stimava Napoleone, ma l’idea di essere coinvolta, suo malgrado, in un attentato non le piaceva affatto.


CULTURA
14 giugno 2008
Il porto di Calais

IN CONTEMPORANEA CON L’USCITA DE “LA FIGLIA DELL’IMPERATRICE”
POSTO I PRIMI CAPITOLI DEL ROMANZO PRECEDENTE “IL PORTO DI CALAIS”.

BUONA LETTURA A TUTTI.

CRISTINA

Il Porto di Calais: amori, cospirazioni e duelli nella Francia del 1804 di CRISTINA CONTILLI - 7 euro -

Nel 1804 viene scoperto un tentativo di colpo di stato contro Napoleone, che allora ricopriva la carica di primo console. La responsabilità di aver organizzato la cospirazione viene attribuita a Luigi Antonio Enrico di Borbone, ultimo discendente della famiglia Condé e duca D’Enghien, che viveva in esilio a Baden e che viene fatto rapire dai servizi segreti francesi dell’epoca, per essere giudicato a Parigi da un tribunale militare, presieduto dal generale Pierre Augustin Hulin. Il duca si dichiarerà sempre innocente, ma verrà lo stesso condannato alla fucilazione, mentre degli altri 42 congiurati, finiti sotto processo, molti (tra cui il conte Bouvet De Lozier che con la sua testimonianza aveva dato l’avvio alle indagini) verranno assolti, molti verranno condannati a pene che variano dai 2 anni (come il generale Victor Moreau) ai 9 anni di carcere (come il conte Jules De Polignac) ed uno (il generale Jean-Charles Pichegru) si suiciderà in carcere, prima della sentenza definitiva (anche se qualcuno all’epoca accusò lo stesso Napoleone di averne ordinato l’uccisione, ma non sono mai stati trovati dagli storici dei riscontri a questa teoria). Il Porto di Calais è una ricostruzione dell’episodio, fatta da un insolito punto di vista, quello del conte Alain De Soissons, colonnello della Marina Francese e cugino del duca D’Enghien, che non verrà coinvolto direttamente nel processo, ma che potrebbe aver avuto nella vicenda un ruolo più rilevante di quello che si riteneva finora.


I protagonisti dell’intero ciclo di romanzi sono la marchesina Juliette De Sade e il conte Alain De Soissons. Accanto a loro compaiono alcuni personaggi: Christine Leydet De Fos-Briançon (De) Jarjayes, André Jacob Elié, Therese Duplessis Hulin, Pierre Augustin Hulin, Pauline Bonaparte ed Hans Axel Von Fersen, già presenti in “Amore e rivoluzione” (un testo ambientato in Francia, Polonia e Svezia tra il 1789 e il 1817, in uscita con la Enrico Folci Editore di Milano) Le vicende si svolgono in Francia ed Inghilterra dal 1803 al 1816. 


 

1.      NOTTE IN CASERMA

 

“André perché sei venuto? E’ pericoloso girare di notte.”

“E’ da una settimana che dormi in caserma.”

“Lo so, ma se continuano ad ammassare truppe a Calais, senza dichiarare davvero guerra agli inglesi, presto la situazione diventerà insostenibile.

ed io non me la sento di lasciare agli altri la responsabilità di prendere delle decisioni, nel caso accadesse qualcosa di grave.”

“Ha un’aria stanca, dovresti riposare

“Il letto della caserma è stretto per due persone…”

“Significa allora che dovremo dormire abbracciati.”

“Te lo lascio tutto il letto, André, io ho il turno di notte e sono di pattuglia…”

“Stai attenta.”

“Non devi stare in pensiero per me...”

Quando Christine era tornata in caserma, André stava dormendo. Lei si era chinata su di lui e l’aveva baciato sulla fronte.

André aveva aperto gli occhi.

“Che ore sono?”

“E’ l’alba, forse saresti stato più comodo sul letto di casa.”

André si era alzato e aveva baciato la moglie.

In quel momento, però, sentendo bussare alla porta, Christine si era staccata da lui.

“Colonnello, c’è un capitano dell’armata d’Italia che insiste per parlare con lei. Ho provato a dirgli che ha appena finito il turno di notte, ma non mi ha dato ascolto.”

“Significa che prima di andare a casa sentirò cosa vuole dirmi con tanta urgenza.”

Quando si era trovata di fronte quel giovane ufficiale che si era scusato per l’impeto con cui aveva chiesto di lei, Christine, stanca del turno di notte, gli aveva risposto con tono deciso: “Mi ricordo di voi, siete uno degli ufficiali italiani coinvolti nella rissa di ieri.”

“Sono uno degli ufficiali che ha cercato di non far degenerare quella rissa.”

“Certo.” Aveva pensato Christine “ma intanto eravate lì in mezzo ed ora venite qui a giustificare il vostro comportamento oppure quello di qualcuno dei vostri uomini.”

“Nel tumulto di ieri” Aveva pensato l’ufficiale “Non mi ero accorto che il colonnello De Jarjayes fosse una donna, ma solo una donna può avere due mani così lunghe e affusolate… chissà perché ha scelto la carriera militare che è un lavoro così poco femminile.”

“Siete venuto per parlare con me o per farmi il ritratto?” Gli aveva chiesto con un tono ironico Christine, aggiungendo: “Io sto per lasciare Calais, perché mi è stato affidato un incarico a Parigi, quindi, sarà un tribunale militare a decidere di chi è la responsabilità per quello che è accaduto ieri. Io ho semplicemente steso una relazione sull’accaduto, cercando di essere il più precisa ed obiettiva possibile.”

“Immagino che nella vostra relazione abbiate difeso i soldati francesi, per far ricadere tutta la colpa su noi italiani.”

“Visto che pensate di conoscere quello che ho scritto, senza neppure averlo letto, la nostra conversazione finisce qui.”

Quando Christine era uscita dal suo ufficio, André le aveva detto: “Quell’ufficiale italiano stava solo cercando di difendere i propri uomini.”

“André, per favore, non ti ci mettere anche tu. Quella di ieri non è stata una semplice rissa, c’è un ufficiale francese gravemente ferito che potrebbe non sopravvivere e tu capisci che, se morisse, chi l’ha colpito finirebbe davanti ad un tribunale militare con un’accusa grave: quella di aver ucciso un proprio superiore.”

“Ho capito, Christine, ma magari è stato un incidente.”

“Probabilmente è stata la conseguenza del clima di tensione che si è creato e nessuno voleva davvero che ieri nel tumulto ci scappasse il morto, ma resta il fatto che, se andrà a finire così, qualcuno pagherà per quello che è accaduto.”

Il giorno dopo, sul molo di Calais, Christine era stata fermata dal giovane ufficiale italiano, con cui aveva discusso il giorno prima.

“Mi inseguite?” Gli aveva detto con un tono scherzoso, diverso da quello che aveva usato il giorno precedente.

“No, ma ero venuto a cercarvi in caserma, per scusarmi con voi, non vi ho trovato e allora ho pensato di cercarvi lungo il molo.”

L’ufficiale aveva osservato, di nuovo, le mani di Christine, pensando: “E’ davvero una donna affascinante, sarei curioso di vederla in abiti femminili.”


 

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